Josep Mañà - ‘La Pelle’ di Marco Noris

Con l’inaugurazione, il 23 giugno 2019, della riabilitazione architettonica dell’eremo di Santa Maria de la Serra, i paesi della Coma de Burg hanno guadagnato e dispongono di uno spazio singolare e ampio, capace di accogliere attività culturali e anche altre in sintonia con il significato spirituale del luogo.

Da allora, il Centre d’Art i Natura de Farrera ha realizzato lì diverse azioni e attività. Una di esse fu l’installazione artistica che l’artista Marco Noris realizzò in occasione della Festa del Cireral, celebrata domenica 2 maggio 2021. Tale installazione, benché per la sua concezione e fragilità abbia un carattere temporaneo ed effimero, è attualmente ancora esposta e si può visitare.

Collocata sull’architrave che separa la navata dall’abside, l’opera consiste in una grande tela dipinta che pende dietro l’altare. La proprietà traslucida del supporto di questo dipinto —una carta molto fine e delicata— permette che la luce che entra dalle feritoie si filtri attraverso di esso e agisca come una vetrata.

Le grandi dimensioni della tela e la moltitudine di contrasti e sfumature che la luce genera nel trasparire attraverso i diversi toni del suo oscuro cromatismo conferiscono all’opera un’espressività sconvolgente e di forte impatto.

Le suddette caratteristiche e qualità, e l’interazione dell’opera con la connotazione sacra dello spazio in cui è esposta, rimandano e propiziano l’eclosione di emozioni e sentimenti profondi e ineffabili.

L’eterna lotta e dialettica tra la luce e la tenebra —i bagliori e i chiaroscuri, la luminosità e le notti oscure dei nostri itinerari vitali e spirituali, individuali e collettivi— trovano in quest’opera di Marco Noris una resa plastica esplicita, riuscita e perentoria.

Un aspetto rilevante di questo intervento artistico è la sua adeguata e armoniosa integrazione e interazione con il luogo e lo spazio che lo accoglie, sia nell’ambito fisico sia in quello significativo. In relazione a quest’ultimo aspetto e per quanto riguarda l’eremo, testimone silenzioso dell’abbandono, della guerra e dell’esilio, la sua recente e riuscita riabilitazione attesta la possibilità di invertire la distruzione, e l’intervento di Marco Noris ci rende evidente che, dietro le oscurità, c’è la luce.

Josep Mañà
Farrera, giugno 2022