Diana Rangel: accompagnare un essere vivo fino alla fine

Accompagnare un essere vivo dall’inizio, il suo nascere, camminare semplicemente, essendo testimone del suo corso, prendere appunti senza intervenire, osservare in silenzio,

mettere il corpo non è cosa facile, di volta in volta, nonostante le tempeste dentro, nonostante le tempeste fuori, attraversare trasformazioni, dimore, cimiteri, eserciti di granchi, serpenti di mare, cavalli grassi e pelosi che guardano con temperanza, camminare nei cicli, nei filtri e tra i rami dei cedri, essere lì,

accompagnare fino alla fine, finché non si disfa, si smonta, si smembra e si fonde, finché non si sparge e cambia colore (tutte le volte che sia necessario) ed evapora, si congela, si impaluda.

È quello che hanno fatto i miei amici Celeste e Marco con il fiume Ebro.

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